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Visita istruzione classi seconde

Visita di istruzione classi seconde - A.s. 2013/2014: Assisi e Gubbio

 

La photogallery della visita

 

Ecco il tema/diario di una alunna di seconda che ha partecipato alla visita:

 

AssisiCaro diario,
sono appena tornata dalla tanto attesa gita di due giorni ad Assisi e Gubbio, fatta per “arricchire la nostra conoscenza del periodo storico del nostro patrono”, come dice la prof. Come se noi non fossimo andati in gita solo per prenderci a cuscinate…
Dopo un estenuante viaggio in pullman di più di cinque ore siamo arrivati ad Assisi e abbiamo cominciato il giro turistico delle chiese, partendo dalla basilica di S. Chiara, dedicata all’omonima francescana fondatrice dell’ordine delle clarisse. Venne costruita subito dopo la morte della monaca, spirata “in odore di santità ” ( in pratica aspettavano tutti con ansia che morisse per santificarla). E’ in stile gotico, con una volta a crociera costolonata e numerosi “avanzi” di affreschi che una volta coprivano tutte le pareti, ma che vennero tolti dalle suore di clausura durante la peste: sospettavano che il virus si nascondesse nella vernice e li rimossero per evitare il contagio. Lasciarono però due monumentali crocifissi affrescati, di cui il primo, detto “Cristo sofferente”, è più espressivo e leggermente in prospettiva, mentre il secondo, detto “Cristo trionfante”, è completamente piatto e ha gli occhi aperti. Nella cripta della chiesa c’erano la tomba di Chiara e varie reliquie, come i suoi capelli (biondi e ricci, io al suo posto non li avrei mai tagliati) e il camice che si dice abbia cucito per S. Francesco. Proprio su quest’ultimo la guida ci ha raccontato un curioso aneddoto: le sue leggendarie stimmate non vengono mai nominate dal santo, ma solo dai suoi biografi, quindi la leggenda potrebbe essere falsa… Chissà!
Dopo questa entusiasmante visita in una chiesa praticamente vuota (“entusiasmante” è un eufemismo), ci siamo spostati alla basilica di S. Francesco (rigorosamente a piedi, in salita e con degli stivali di cuoio per niente adatti a passeggiatine del genere), suddivisa in due parti: inferiore e superiore. Venne costruita dopo la morte del frate sul cosiddetto “colle dell’inferno”, dove in passato giustiziavano la gente e dove il monaco si fece seppellire per “condividere il dolore delle vittime di quei massacri”. Nella parte inferiore gli affreschi erano privi di prospettiva e molto rovinati, ma si poteva comunque notare che quelli a sinistra, rappresentanti il santo in questione, in un certo senso rispecchiavano quelli che avevano di fronte, rappresentanti Gesù. La basilica superiore era invece completamente affrescata ed ospitava i lavori di Giotto e della sua scuola, in prospettiva e coprenti la maggior parte della chiesa. Gli spazi lasciati liberi da questo grande artista erano occupati dalle opere di un altro pittore, che si divertiva a inserire animali strani e fuori luogo in ogni dipinto. Usciti dalla basilica abbiamo avuto del tempo per visitare la città individualmente (in pratica, fare shopping con le amiche senza prof che ti controllano) e poi ci siamo spostati (stavolta in pullman, i miei piedi gli saranno per sempre grati) a Gubbio per la cena e il pernottamento notturno (che sarebbe stato fantastico se la mia compagna di stanza non si fosse addormentata SOLO a mezzanotte).
Il giorno seguente, dopo una ricca colazione e il racconto di QUANTO si siano divertite le mie amiche mentre io dormivo, siamo andati a visitare una chiesa costruita sempre in onore di S. Francesco, che per sfuggire all’ira del padre si era trasferito a Gubbio e, secondo la leggenda, aveva calmato un lupo che spaventava gli abitanti facendolo diventare loro amico. Recentemente hanno ritrovato nei pressi della città lo scheletro di un lupo che sembra risalire a quel periodo… che sia proprio QUEL lupo?!
Fra mille dubbi ci siamo recati, su richiesta di un mio compagno molto infantile di cui non faccio il nome (anche perché è abbastanza ovvio), a visitare la chiesa dove hanno girato Don Matteo. E’ stato quasi più noioso di una lezione di grammatica. Ripeto: QUASI.
Abbiamo visto dall’esterno il palazzo del podestà e abbiamo ammirato il panorama dalla piazza lì davanti, poi ci siamo recati alla fontana dei matti: se ci si corre intorno tre volte e poi ci si bagna con quell’acqua, si può essere dichiarati matti onorari di Gubbio, secondo la tradizione. Chi siamo noi per interrompere una tradizione secolare, ci siamo detti. Ecco, caro diario, immagina 46 bufali che corrono in tondo e capirai cosa intendo.
Dopo aver ritirato la patente dei matti abbiamo avuto il solito “tempo libero” e poi siamo tornati in albergo, siamo saliti in pullman e siamo tornati a Origgio. In confronto a quest’ultima meta, i matti eugubini sembrano quasi sani di mente… Si conclude con questa autoironia il mio resoconto, caro diario. E’ tardissimo e devo andare a dormire, quindi ti lascio con un consiglio: se mai ti capitasse di andare in Umbria, non perderti i favolosi affreschi di Giotto, la fontana dei matti e gli incantevoli scorci medievali delle due città, ma cosa più importante di tutte… metti delle scarpe comode!

C.M.

La photogallery della visita

Istituto Comprensivo Statale A. Manzoni Uboldo - Origgio Varese

CUF

Il codice univoco di fatturazione elettronica (CUF) del nostro istituto scolastico è il seguente:

 UFHFB4  

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